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allegoria dell'Abbondanza

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statua

Tipo:

Opere; statua; Oggetto fisico

Categoria:

Opere d'arte visiva

Autore:

Barbatelli Bernardino detto il Poccetti (1548 - 1612)

Il solo studio attento e completo dell'opera si deve a K.Watson che ha ritrovato numerose notizie documentarie che ne pe rmettono la complessa ricostruzione. Ideata da Giambologna, la statua si deve soprattutto alla mano di Pietro Tacca che vi lavoro' in tre periodi diversi: 1600, 1608 e in fine 1636 dietro richiesta di 3 Granduchi Medicei. Entrato nello studio del maestro nel 1584, il Tacca ne eredito' infatti le com messe insieme alla casa e alla bottega di Borgo Pinti. Niente e' sicuro sull'originaria commissione di Francesco I, ossia di una statua raffigurante Giovanna d'Austria che morta nel 1578 potrebbe aver motivato la necessita' di una commemorazione: l'ipotesi sembra potersi sostenere, giacche' pare che fosse stato eseguito un ritratto in cera della Granduchessa, 1asciato sciogliere al sole da Bastiano Salvini (Baldinucci). Nel 1600 Ferdinando I riprese l'idea di commemorare o la sfortunata Granduchessa (Regina d'Ungheria), o come ipotizzarono Berti e Holderbaum Maria de' Medici, andata in quell'anno sposa al Re di Francia, comunque da raffigurarsi come allegoria della Pace, e da collocare sopra la colonna apposita, fatta da Gherardo Mechini per piazza San Marco (la complessa genesi della colonna ha una storia separata). Da una lettera di Giambologna del 25 aprile di quell'anno si ha notizia de ll'esecuzione della "figura della colonna", non meglio specificata,- seguono dei pagamenti al Tacca fino al 28 settembre 1601, recatosi a Carrara per il marmo necessario: il blocco era arrivato a Signa il 19 aprile precedente destinato alla "Regina". Con questo nome si ricorda per la prima volta l'opera in questione a cui lavoro' il Tacca fino agli inizi del 1609; fece poi seguito una lunga interruzione che ebbe termine il 15 dicembre 1636 quando la figura fu trasformata in Allegoria dell'Abbondanza, con l'aiuto di Bastiano Salvini e trasportata sulla collina sotto la cerchiata, il 12 aprile 1637. Rigida e solenne l'immagine, sembra rifarsi al tardo "ci assicismo" del Giambologna, ma nelle vesti rigonfie e nei dettagli mostra una vivezza nel resto sconosciuta. La presenza delle spighe e della cornucopia attributi soliti dell'Abbondanza, corrispondono esattamente alla definizione dell'Allegoria della Pace fornita dal Ripa (1603).
Base quadrangolare.

Data di creazione:

1578 - 1637, secc. XVI/ XVII; 1578 - 1637

Soggetto:

allegoria dell'Abbondanza
Soggetti profani. Personificazioni: Abbondanza (giovane donna). Attributi: (Abbondanza) spighe; cornucopia con frutti.

Materia e tecnica:

marmo bianco/ scultura; bronzo/ fusione/ doratura

Estensione:

altezza: cm 400

immagine

Condizioni d'uso della risorsa digitale:
Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale
Quest'opera di MetsTeca è distribuita con Licenza Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale.

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Oggetti digitali

Indirizzo: Giardino di Boboli, P.zza Pitti, 1, Firenze (FI) - in cima al viale sopra la fontana di Nettuno

Riferimenti

È riferito da: scheda iccd OA: 09-00289222

In: Capolavori del Giardino di Boboli

Identificatore: work_64336

Diritti

Diritti: Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Detentore dei diritti: proprietà Stato

Licenza: Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale

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  • Mets

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