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Vaghi

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Tipo:

Opere; Vaghi; Oggetto fisico

Categoria:

Reperti archeologici

Pasta vitrea di vario colore: blu, verde e bianco, con decorazione a onde bianche sull'azzurro e giallo sul verde; nella parte terminale quattro vaghi d'ambra, privi di decorazione.
i vaghi di pasta vitrea sono l'ornamento delle donne e dei bambini più appariscente dal punto di vista cromatico. Trasparenti o opachi, di forma sferica o schiacciata, di svariati colori - dal blu al giallo, dal verde all'azzurro - semplici o con decorazione - generalmente "ad occhi" oppure con linea ondulata -, di dimensioni svariate, le collanine si rinvengono quasi sempre alla base del cranio, indossate quindi attorno al collo, ma talvolta anche sul petto, in prossimità di fibule, nel cui ago si può supporre fossero infilate. Oltre alla pasta vitrea, altro gioiello, nel senso pieno del termine, delle donne protofrentane di questa zona sono le collane di ambra. L'ambra, succo resinoso fossilizzato, usata negli ornamento personali come elemento a sé oppure anche, come si è visto, come rivestimento di fibule, era tenuta in grande considerazione per le sue presunte qualità terapeutiche, come si deduce, ad esempio, da Platone e da Plinio; la sua peculiare luminosità, inoltre, faceva di questo materiale, se indossato, un mezzo per catturare la luminosità solare da cui viene ogni forma di vita sulla terra: ???????? era il suo nome greco, da ????? - sole. Lo stesso mito ne spiega l'origine: Fetonte, figlio di Apollo e Climene, volendo condurre il carro del sole attorno alla terra, non riuscì a fermare i cavalli scesi troppo in basso e pericolosamente vicini alla terra, così Giove lo fulminò facendoli precipitare nell'Eridano (il Po); le sorelle, le Eliadi, lo piansero sconsolatamente fino a trasformarsi in pioppi; sono le loro lacrime, cadendo ogni anno nel Po, a produrre l'ambra. I secolo a.C. le donne di Termoli e di Larino esibiscono ricche collane di ambra, generalmente, con pendenti di dimensioni crescenti e decrescenti ma anche sotto forma di vaghi. I pendenti sono quasi sempre del tipo "a bulla", che, per la sua forma, mostra la sua chiara derivazione dalla conchiglia bivalve. Questi tipo di pendente è il più diffuso nelle zone adriatiche, soprattutto in ambiente piceno, ma non mancano in Etruria, in area laziale, in Lucania, in Corsica. Frutto di un artigianato altamente specializzato - senza considerare la difficoltà all'approvvigionamento della materia prima (proveniente dal Baltico, ma giacimenti sono stati individuati anche in Sicilia e sull'Appennino emiliano e romagnolo) - , è evidente che non molti erano i centri di lavorazione di tale prodotto e fiorenti erano i commerci, anche di ampio raggio, di questo prodotto di pregio (grezzo e/o lavorato). ermoli, oltre ai pendenti, sono presenti anche alcuni esemplari di ambre figurate, anch'essi utilizzati come pendenti; due esemplari sono a testa femminile, l'altro raffigura un pesce ed è completato da inserti di bronzo. Anche il tipo di pendente a testa femminile, con le caratteristiche che ritroviamo in quelli di area molisana (in particolare in quello presente nella tomba 23 di Termoli) è molto frequente nell'area picena ma si trova anche in area laziale, lucana e pugliese, in genere negli ambienti indigeni dell'Italia meridionale tra il VI ed il IV secolo a.C.

Materia e tecnica:

pasta vitrea; ambra

immagine

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Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale
Quest'opera di MetsTeca è distribuita con Licenza Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale.

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Oggetti digitali

Indirizzo: Deposito Museo Sannitico, Mazzarotta, Campobasso (CB), Molise - Italia, inv. 3105

Riferimenti

È riferito da: Scheda ICCD RA: 14-00085272

In: Collezione Campobasso

Identificatore: work_34525

Diritti

Detentore dei diritti: proprietà Stato, Ministero Attività Beni Culturali

Licenza: Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale

  • Scheda dati xml Pico
  • Mets

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