MuseID
  • Chi siamo
    • A chi si rivolge
    • Come funziona
    • Crediti
    • Contatti
  • Il progetto
    • Dati.culturaitalia
    • MuseiD-Italia
  • Attività
    • Progetti in corso
    • Progetti conclusi
  • Partner
    • Istituti fornitori
    • Europeana
    • Infrastrutture di ricerca
    • Amici di Culturaitalia
  • Aderisci
    • Perché aderire
    • Come aderire
    • Segnala al portale
    • Documentazione tecnica
  • Servizi di supporto
    • Lo standard IIIF
    • Linked Open Data
    • IPR e licenze per il riuso
  • Indice
  • Articoli
    • Non categorizzato
    • Eventi
    • Focus
    • Percorsi
  • Home
  • Scheda della risorsa - oai:culturaitalia.it:museiditalia-work_1027

Sant'Elena ritrova la Vera Croce

Torna ai risultati della ricerca

Tipo:

Opere; dipinto; Immagine fissa

Categoria:

Pittura

Autore:

ambito neerlandese

La tela rappresenta in primo piano Sant'Elena inginocchiata davanti alla vera Croce e, in secondo piano a destra, l'antefatto con il morto che resuscita grazie al contatto con il sacro legno. Essa pervenne ai Musei Civici di Como attraverso il legato di Carlotta Olginati con l'attribuzione ai Campi di Cremona (Casati, 2002, 7). Giulio Bora (Bora, 1981) e Marialuisa Rizzini (Rizzini, 1989) concordano nell'associare questo dipinto, per analogie di dimensioni e di caratteristiche stilistiche, ad altri due raffiguranti la Natività del Battista e il "Sinite Parvulos" con la famiglia Olginati (?) pervenuti nella collezione dei Musei Civici di Como attraverso il legato Olginati (1931). Entrambi gli studiosi, inoltre, lo attribuiscono a un ignoto artista di origine fiamminga o olandese - forse Giovanni Fiammingo (Malaguzzi Valeri, 1901, 327-328) - non insensibile alle influenze del giovane Cerano e del Procaccini, ma ancora esente dalle suggestioni morazzoniane e giustificando, in tal modo, la datazione della tela in esame all'inizio del Seicento. Recentemente Alberto Rovi (Rovi, 1999, 132-135) ha proposto l'assegnazione del dipinto ad Isidoro Bianchi e la sua possibile, ma non comprovabile, provenienza da una delle due chiese comasche dedicate alla Santa Croce: la distrutta chiesa dei francescani "alla Boscaglia" e quella di S. Cecilia, detta di S. Croce per la presenza di una reliquia relativa alla stessa. L'attribuzione al pittore campionese viene supportata da confronti con altre opere di Isidoro conservate in territorio luganese, altolariano, e torinese ( ad esempio nel Santuario della Caravina, al Sacro Monte di Varese e nel Castello del Valentino a Torino).

Data di creazione:

1600 post - 1610 ante; sec. XVIII, inizio; 1600 - 1610

Soggetto:

sacro
Sant'Elena ritrova la Vera Croce

Materia e tecnica:

olio su tela

Estensione:

altezza: cm 209; larghezza: cm 151

immagine

Condizioni d'uso della risorsa digitale:
Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale
Quest'opera di MetsTeca è distribuita con Licenza Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale.

Consulta la risorsa

Oggetti digitali

Indirizzo: Musei Civici di Como - Como (CO), Italia, inv. 475 (1977) - proprietà Comune di Como

Riferimenti

È riferito da: scheda ICCD OA: 0300178090

In: Raccolte d'arte della Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi

Identificatore: work_1027

Diritti

Licenza: Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale

  • Scheda dati xml Pico
  • Mets

Documenti simili

Immagine

De Mottis Iacopino, Sant'Elena - Certosa di Pavia (Pavia)



Immagine

Baldati Vincenzo (1759/1582-1825), Sant'Elena



Immagine

bottega Italia meridionale, Sant'Elena - Cava de' Tirreni (Salerno)



Immagine

ambito Italia centrale, Sant'Orsola e Sant'Elena



MuseID
Cultura Italia
Ministero della Cultura (MiC)
  • Contatti
  • Accessibilità
  • Termini d’uso
W3C quality assurance: html 5
Questo sito utilizza solo cookie tecnici Per ulteriori informazioni consulta l’informativa presente al link