MuseID
  • Chi siamo
    • A chi si rivolge
    • Come funziona
    • Crediti
    • Contatti
  • Il progetto
    • Dati.culturaitalia
    • MuseiD-Italia
  • Attività
    • Progetti in corso
    • Progetti conclusi
  • Partner
    • Istituti fornitori
    • Europeana
    • Infrastrutture di ricerca
    • Amici di Culturaitalia
  • Aderisci
    • Perché aderire
    • Come aderire
    • Segnala al portale
    • Documentazione tecnica
  • Servizi di supporto
    • Lo standard IIIF
    • Linked Open Data
    • IPR e licenze per il riuso
  • Indice
  • Articoli
    • Non categorizzato
    • Eventi
    • Focus
    • Percorsi
  • Home
  • Scheda della risorsa - oai:culturaitalia.it:museiditalia-work_93691

martirio di San Bartolomeo

Torna ai risultati della ricerca

dipinto

Tipo:

Opere; dipinto; Oggetto fisico

Categoria:

Opere d'arte visiva

Autore:

Paolini Pietro

di forma rettangolare
Per la chiesa di S. Ponziano, retta dagli olivetani, al Paolini furono commissionati due dipinti raffiguranti rispettivamente il martirio di S. Ponziano (cfr.Scheda OA 0900523934)e quello di S. Bartolomeo, cui era dedicato l'edificioprima della riedificazione di inizio Cinquecento e rimasto peraltro santo contitolare.Ricordate da tutta la storiografia artistica locale e dalla letteratura guidistica,le due tele restano nella collocazione originaria - sopra la porta della sacrestiaquello qui esaminato e sopra quella del campanile l'altro - fino agli inizidello Ottocento quando, a seguito della soppressione napoleonica e del posterioreindema niamento vengono rimosse e, nella seconda metà del secolo depositatenella Pinacote ca Comunale. Il restauro avvenuto in occasione della aperturadel Museo, ha scoperto in basso a sinistra, seppure in forma frammentaria, lafirma del pittore accompagna ta da un motto moraleggiante (Bertolini CampettiMeloni 1968, pp. 212). E' assai pro babile che la allogagione delle due opereal pittore sia stata incoraggiata, se non addirittura voluta, da Andrea Raffaelli,suo zio materno, abate della chiesa nel de cennio 1620-30 e nel'26 arteficedel collocamento all'interno dell'altare maggiore del corpo del nuovo santotitolare e promotore di altri lavori di riammodernamento e di riarredo (Giusti1987, p. 84). La data 1626 dovrebbe quindi costituire un ter mine post quemper l'esecuzione dei quadri che sembrano comunque da collocarsi non oltre il1630, considerando che il giovane , a seguito della morte del padre, ritor nain patria da Roma nel corso del '27 e che dopo poco tempo parte per Venezia,da cui tornerà il '31. I due Martirii sono infatti profondamente, quasi visceralmente,permeati dall'esperienza naturalistica in direzione carvaggesca appresa a Romaed e vidente è il desiderio da parte sua di mostrare appieno ai suoi compatrioti,almeno nel caso del S. Bartolomeo, quanto il suo linguaggio artistico dal puntodi vista di lettura devozionale fosse diverso, ad esempio, da quello di un quietocontroriforma to come Gaspare Mannucci, che pure lavora negli stessi anni incontrandogrande succes so. Bartolomeo, infatti, col braccio destro proteso verso l'esternoquasi a voler fermare i carnefici e profondamente umano per gli evidenti sentimentidi paura e di ribellione che gli si leggono in volto, subisce suo malgrado latortura cui è sotto posto ma non con l'acquiescenza e la rasserenata imperturbabilitàdei santi mannuc ciani o di quelli di Pietro Sorri. Molto probabilmente frale prime sue opere a carattere religioso, nella tensione drammatica e nell'effettodi luce radente che entra di prepotenza da sinistra, nell'accentuazione deitratti fisionomici dei per sonaggi , specie in quegli degli scherani che siaccingono a scuoiare Bartolomeo, risentono profondamente delle novità introdottedal Caravaggio, anzi diverse sono le citazioni direttamente da lui desunte.La vera protagonista è comunque la luce, luce che sceglie i particolari da metterein risalto (sempre salienti nell'econo mia della scena rappresentata) e quellida stemperare in secondo piano. Per questo l'episodio relativo a S. Bartolomeoha un fondo scuro, dove a stento si distingue il tronco dell'albero cui vienelegato il santo ed Ê ¨ in luce solo l'angelo in alto, in quanto testimone e messagerodella presenza divina. Anche il colore rosso, con varie tonalità impiegato nelmanto del santo, nel copricapo di un carnefice e nel la giacca del giovanettoche impaurito si stringe alla madre, concorre a vivificar ne ed enfatizzarnel'azione.

Data di creazione:

sec. XVII; 1630

Soggetto:

martirio di San Bartolomeo
Personaggi: San Bartolomeo. Figure: uomo; donna; bambino; angelo. Attributi: (San Bartolomeo) aureola; palma del martirio. Abbigliamento: abito; mantello; giacca; pantaloni; copricapo. Oggetti: pietra; coltello; corda. Elementi architettonici: pilastro.

Materia e tecnica:

tela/ pittura a olio

Estensione:

altezza: cm 253; larghezza: cm 173

immagine

Condizioni d'uso della risorsa digitale:
Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale
Quest'opera di MetsTeca è distribuita con Licenza Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale.

Consulta la risorsa

Oggetti digitali

Indirizzo: Museo Nazionale di Villa Guinigi, Villa Guinigi, Lucca (LU) - sala XVIII, inv. 94 (1908)

Riferimenti

È riferito da: Scheda ICCD OA: 09-00523933

In: Museo Nazionale di Villa Guinigi

Identificatore: work_93691

Diritti

Detentore dei diritti: proprietà Stato, Nucleo Comune di Lucca

Licenza: Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale

  • Scheda dati xml Pico
  • Mets

Documenti simili

Immagine

De Ribera Jusepe detto Spagnoletto (1591 - 1652), martirio di San Bartolomeo - Firenze (Firenze)



Immagine

ambito napoletano, Martirio di San Bartolomeo



Immagine

Batoni Pompeo Girolamo, MARTIRIO DI SAN BARTOLOMEO - Lucca (Lucca)



Immagine

ambito napoletano, martirio di San Bartolomeo



MuseID
Cultura Italia
Ministero della Cultura (MiC)
  • Contatti
  • Accessibilità
  • Termini d’uso
W3C quality assurance: html 5
Questo sito utilizza solo cookie tecnici Per ulteriori informazioni consulta l’informativa presente al link