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miliario di Porchiano/(miliario) Cneus Statius

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cippo miliare iscritto

Tipo:

Opere; cippo miliare iscritto; Oggetto fisico

Categoria:

Reperti archeologici

Il cippo, di forma tronco-conica (diversa dal semplice fusto di colonna usato per i miliari a partire dall'età augustea e per tutta l'età imperiale), è impostato su un plinto di base quadrangolare con cui costituisce un corpo unico. Sul piano superiore è visibile un grosso incavo circolare che rivela un impiego secondario del manufatto. Lettere dal solco ampio e profondo; si segnalano la M assai aperta, la R dal tratto obliquo che si innesta sull'asta verticale e arriva appena a toccare la linea di base, la P con occhiello molto aperto.
Il miliario, che costituisce a tutt'oggi la più antica iscrizione romana di Asculum Picenum, documenta l'apertura (o la sistemazione) di una strada che dalla valle del Tronto si addentrava in direzione nord, attraversando un tratto del territorio settentrionale di Ascoli, in modo da permettere verosimilmente un miglior collegamento con la colonia di Firmum Picenum, il centro più importante dell'intera area in quest'epoca, o con il Piceno meridionale interno. Non essendoci elementi per ipotizzare un trasferimento del cippo, il suo impiego antico doveva presumibilmente essere stato nella zona stessa del ritrovamento. Nella l. 1 è la menzione del magistrato, Gneo Stazio, altrimenti sconosciuto, che ha aperto o sistemato la strada, nella l. 2 la carica di praefectus da questi ricoperta (ci viene così restituito il primo nome concreto di uno dei prefetti inviati da Roma ad amministrare il Piceno in età repubblicana, noti finora solo in modo generico dalle fonti). Nella l. 3 è la cifra numerale III, riferibile al miglio segnato dal miliario nella sua collocazione originaria. Il fatto che Gneo Stazio, inviato dal pretore urbano ad amministrare una delle prefetture del Piceno meridionale, si trovò a sovrintendere ai lavori relativi alla strada all'interno del territorio della vicina città indipendente di Asculum rivela un episodio di intromissione di Roma nell'ager della libera Asculum in un periodo anteriore alla sollevazione degli Italici del 91/90 aC, intromissione che può aver contribuito a creare lo stato di malcontento e di insofferenza da parte degli Ascolani verso un alleato che si era trasformato in padrone. Anche se non proviene dalla Salaria, il miliario di Porchiano è ad essa e alla connessa valle del Tronto strettamente legato, per quanto riguarda i problemi di viabilità e sotto l'aspetto più ampiamente storico. Identico al cippo di Porchiano sotto l'aspetto monumentale è il miliario di Cecilio Metello (console del 117 aC) da Sant'Omero, nel vicino Teramano (CIL IX 5953; I² 661 e add. p. 927; ILS 5810; ILLRP 459).

Data di creazione:

sec. II a.C.; 150 - 101

Materia e tecnica:

pietra locale (travertino ascolano); superficie inscritta

Estensione:

altezza: cm 78; diametro: cm 47; altro: cm la misura fornita (47) è relativa al diametro superiore; il cippo misura alla base 70: Foro regolare scavato nel centro 40, del diametro di 22. Altezza massima lettere 8.

immagine

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Oggetti digitali

Indirizzo: Museo Archeologico Statale, Palazzo Panichi, Piazza Arringo, 28, Ascoli Piceno (AP) - piano terra; sala 1, inv. s. i.

Riferimenti

È riferito da: Scheda RA: 11-00031307

In: Reperti archeologici del Museo Archeologico Statale

Identificatore: work_91572

Diritti

Detentore dei diritti: proprietà privata, Cannella G.

Licenza: Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale

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  • Mets

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