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Decorazione plastica

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Tipo:

Opere; Decorazione plastica; Oggetto fisico

Categoria:

Opere d'arte visiva

Autore:

Produzione siciliana

Le dieci lastre di marmo con motivi fitomorfi visibili nella chiesa, costituiscono probabilmente solo parte di un rilievo di cui è incerta la collocazione originaria e sul quale non è stata reperita alcuna documentazione. È probabile che esso abbia fatto parte dell'"altare maggiore colli suoi gradini di pietra", menzionato in un documento redatto intorno al 1741 per il regio visitatore Monsignor De Ciocchis e pubblicato dallo storico Radice, che ricostruisce l'antico aspetto del monastero. Il terremoto del 1693 aveva infatti danneggiato gravemente il complesso già in precario stato, provocando il crollo della parte absidale della chiesa, mai più ricostruita. La successiva testimonianza sulla collocazione del rilievo è del 1924, anno in cui il Radice, descrivendo la chiesa, afferma solo che il paliotto dell'altare maggiore è in marmo bianco "lavorato a fiorami, come pure lavorato a fiorami è il rifascio del secondo gradino della mensa". Il quinto duca di Bronte, a quel tempo proprietario dell'ex abbazia, nelle sue memorie aggiunge che l'altare "si dice sia di marmo frigio e probabilmente un tempo costituiva il frontale di una tomba greca, è ammirevole per fattura e disegno". Le lastre, rimosse nel corso dei lavori di restauro voluti nel 1966-67 dal duca di Bronte, sono state in parte reimpiegate a scopo ornamentale solo durante i successivi restauri ad opera della Soprintendenza ai Beni culturali di Catania, eseguiti tra il 1988 e il 1992 dopo l'acquisto del complesso da parte del Comune di Bronte. Le lastre si presentano resecate in forma trapezoidale e di varie dimensioni. Sei di esse costituiscono il paliotto del moderno altare a mensa, di cui sono state rilevate le dimensioni totali, e formano una cornice che racchiude un rilievo, non coevo, raffigurante l'Agnus Dei, ritrovato durante gli scavi della parte absidale. Tre lastre sono state utilizzate per creare il sostegno verticale del leggio: quelle laterali sono state capovolte - rispetto allo sviluppo della decorazione - e presentano all'estremità inferiore, integra, due mascheroni simili con sembianze demoniache, uno dei quali con evidenti corna, dalla cui bocca dotata di denti aguzzi origina la decorazione vegetale. La presenza e la posizione dei mascheroni inducono all'ipotesi di una diversa collocazione originaria del rilievo, forse ad ornamento di un portale. L'ultima lastra, di minore lunghezza ma più spessa, è in atto appoggiata alla parete di fondo della navata sinistra, mentre un altro piccolo frammento è visibile vicino al leggio. Alcune lastre presentano fratture e lacune, queste ultime reintegrate con gesso; si rilevano inoltre alcune tracce di colore azzurro nel piano di fondo. La decorazione si sviluppa con girali fogliacei che racchiudono grandi fiori di forme diverse e dai petali carnosi, realizzata con un rilievo morbido, che ha la stessa profondità della cornice che delimita la lastra ed è caratterizzato dall'uso del trapano. Per quanto riguarda la datazione, al di là della suggestiva ma improponibile ipotesi ricordata dal Duca di Bronte, la recentissima guida dell'ex abbazia, scritta dal rettore della chiesa, ritiene il paliotto un esempio di scultura romanica, insieme con i rilievi raffiguranti l'Annunciazione posti sulla parete di fondo del presbiterio. I caratteri formali e stilistici del rilievo e soprattutto i mascheroni, d'impronta manierista, riconducono più verosimilmente l'opera nell'ambito della scultura decorativa del XVI secolo.
Dieci lastre marmoree trapezoidali di varie misure

Data di creazione:

1500 - 1599, Sec. XVI; 1500 - 1599

Soggetto:

Decorazione a rilievo con motivi fitomorfi; tracce di colore azzurro nel piano di fondo; entro cornice rettilinea, girali vegetali racchiudono grandi fiori di diverse forme; in due lastre, i girali originano dalla bocca di mascheroni.

Materia e tecnica:

Marmo/ scultura/ pittura

Estensione:

altezza: cm 103; larghezza: cm 35; lunghezza: cm 232; grandezza: cm 6; altro: cm Spessore rammento 11.5

immagine

Condizioni d'uso della risorsa digitale:
Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale
Quest'opera di MetsTeca è distribuita con Licenza Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale.

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Oggetti digitali

Indirizzo: Chiesa Santa Maria di Maniace, Contrada Erranteria, Maniace, Bronte (CT), Sicilia - Altare a mensa, fronte, leggio, navata laterale destra, parete di fondo

Riferimenti

È riferito da: scheda iccd OA: 19-00276890

In: Collezione storico artistica della Ducea di Nelson

Identificatore: work_68720

Diritti

Diritti: Comune di Bronte

Detentore dei diritti: Proprietà Ente pubblico territoriale

Licenza: Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale

  • Scheda dati xml Pico
  • Mets

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