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Cavallo

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Tipo:

Opere; decorazione dipinta; Immagine fissa

Categoria:

Pittura

Autore:

Pippi Giulio detto Giulio Romano

Il cavallo è rivolto a sinistra e ritratto in lieve posizione di tre quarti: il muso, in particolare, non è mostrato in profilo netto, bensì rivolto verso lo spettatore. Il nome dell'animale è ignoto in quanto, a differenza di altri casi nella sala, nessuna iscrizione dipinta compare sul basamento dipinto tra gli zoccoli. Tra i rilievi grafici del palazzo realizzati da Ippolito Andreasi negli anni Sessanta del XVI secolo (cfr. Belluzzi 1998, pp. 366-368), fonte di informazioni fondamentali per molti dettagli della decorazione non più visibili, tra cui i nomi di alcuni cavalli qui ritratti, non è compresa la parete meridionale della sala. L'esemplare è un cavallo dal mantello bianco, con briglie scure e vivace pennacchio blu tra le orecchie: il colore di tale dettaglio decorativo, comune a questo cavallo e agli altri destrieri dipinti sulle due pareti lunghe della sala, è nel caso in esame particolarmente squillante. La semplicità dei paramenti contrasta con le più elaborate briglie visibili sui cavalli della parete nord. Una caratteristica che l'animale condivide con i cavalli leardi dipinti sulla parete ovest e sulla parete nord è la colorazione rossastra della coda dovuta, come dimostrato dalla Castagna su base documentaria, alla prassi di tingere coda, criniera e zoccoli dei destrieri con la sostanza vegetale detta "alcanna d'Oriente" (identificabile con l'henné). La criniera scriminata sulla fronte del cavallo non è tinta di rosso ma candida. Il cavallo non presenta tracce di incisione indiretta sulla coscia, relative al marchio di proprietà osservato sui cavalli ovest ed est. A livello di tecnica esecutiva si segnala l'uso esclusivo dell'incisione da cartone per la realizzazione del disegno dell'animale (finimenti, dettagli del muso, criniera, profili del corpo in generale e del disegno del mantello in particolare, dove anche le zone d'ombra sono delimitate da incisioni). Il cavallo è stato dipinto in un'unica, estesa giornata comprendente anche la cornice violacea e il basamento inferiore. Non sono stati riscontrati giunti orizzontali a delimitazione delle parti architettoniche comprese tra il riquadro dell'animale e l'inizio della scena a monocromo con "Ercole e il toro di Creta", così da poter forse supporre che il cavallo e tutta la scena soprastante siano stati dipinti insieme. Il paesaggio è invece, come di consueto, ricavato in tre giornate risultanti dal ritaglio del riquadro da parte del corpo del cavallo: sopra il dorso, sotto l'addome, davanti alle zampe anteriori. Come in tutti gli altri casi della sala, anche il paesaggio in esame è frutto di un mutamento intenzione da parte di Giulio Romano ed è stato eseguito, dunque, dopo stesura di apposito intonaco su una decorazione precedente. La veduta mostra, tra le zampe dell'animale, una porzione di terreno erboso, con tronchi d'albero e un piccolo steccato, presso cui si intravede l'immagine di un rospo. Solo in lontananza a sinistra, immersa nella bruma azzurra, si intuisce la presenza di una città e, oltre ad essa, di una catena montuosa. Sopra il dorso del cavallo la fronda dell'albero si apre fino a coprire quasi l'intero spazio a disposizione. L'impostazione generale del paesaggio risulta alquanto differente rispetto agli altri casi di vedute sullo sfondo dei cavalli, maggiormente focalizzate su abitati e piccole presenze umane. La pittura, veloce e piuttosto compendiaria, è paragonabile sotto molti aspetti a quella adottata da Anselmo Guazzi e Agostino da Mozzanica nei paesaggi della Camera di Ovidio.

Data di creazione:

1525 ca. - 1526 ca.; sec. XVI, secondo quarto; 1525 - 1526

Data:

1525

Soggetto:

ritratto
Cavallo

Materia e tecnica:

affresco

Estensione:

altezza: cm 242

immagine

Condizioni d'uso della risorsa digitale:
Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale
Quest'opera di MetsTeca è distribuita con Licenza Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale.

Consulta la risorsa

Oggetti digitali

Indirizzo: Museo Civico di Palazzo Te, Viale Te, 13 - Mantova (MN), Italia - proprietà Comune di Mantova

Data di modifica: 1988 - 1989

Riferimenti

È riferito da: scheda ICCD OA: 0302128999-11.5

In: Complesso decorativo di Palazzo Te

Identificatore: work_6486

Diritti

Licenza: Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale

  • Scheda dati xml Pico
  • Mets

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