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ADORAZIONE DEI PASTORI

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DIPINTO

Tipo:

Opere; DIPINTO; Oggetto fisico; Tiziano

Categoria:

Opere d'arte visiva

Autore:

Savoldo Gerolamo (1480 - 1548)

L'opera pervenne nella Reale Galleria dalle collezioni sabaude, dove era a sua volta giunta in seguito all'acquisto, da parte di Carlo Felice di Savoia, del Palazzo Durazzo di Genova e dei suoi arredi nel 1824. Anticamente riferita a Tiziano (Ratti 1766), il Ratti (1780) ricorda la tavola nel salotto della Cappella di Palazzo Durazzo. Come opera di Tiziano è registrata anche negli inventari della Reale Galleria del 1851, 1853 e 1866, nel catalogo di Benna (1857) e in quello di Callery (1859), che tuttavia scrive di non conoscere nessuna opera di Tiziano paragonabile a quella e si domanda se l'attribuzione possa essere verosimile; ma aggiunge che sicuramente è dovuta ad un grande maestro e che la finezza del tocco, il vigore, la luce, l'espressività, gli ricordano più lo stile di > (Bonifacio de' Pitati) che di Tiziano. Vico (1866), invece, la registra come opera di Savoldo. E' considerata di Savoldo dal Mundler (in Burckhardt 1869) e dal Cavalcaselle (Crowe-Cavalcaselle 1871). Dall'inventario Gamba (1871) in avanti è sempre riferita al pittore bresciano: ancora da Gamba (1884); da Jacobsen (1897), che colloca l'opera nel > di attività del pittore e l'avvicina della sua fattura>> al quadro di uguale soggetto conservato a Brescia; da Vesme (1899 e 1909); da Pacchioni (1932, 1938 e 1951); da Gabrielli (1959 e 1965) che nel catalgo del 1971 la considera opere più tipiche del Savoldo nel periodo centrale della sua attività, precedente di poco la "Adorazione" di Hampton Court datata 1527. Opera di alta qualità>>. Venturi (1928), Nicco Fasola (1940) e Capelli (1951) avvicinano questo dipinto al "Tobiolo" della Galleria Borghese per la comune lirica immersione delle figure nel paesaggio e per la lucentezza serica nella resa dei panneggi; F. Frangi (1992) la ritiene taglio impaginativo a prototipi giorgioneschi come la "Natività" Allendale>>; Capelli (1951) sottolinea gli evidenti riferimenti tizianeschi nella figura del pastore coi calzoni grigi che sembra rifarsi al san Francesco della "Pala Gozzi" di Tiziano ad Ancona, del 1520, e Frangi (1992) aggiunge di confrontare la stessa figura al san Nazaro del "Polittico Averoldi" di Tiziano del 1522, e per il paesaggio ancora >, collega la tavola alle due "Tentazioni di sant'Antonio" di Mosca e San Diego, ma anche al tizianesco "Polittico Averoldi" per la qualità particolare della luce nella rappresentazione del cielo al tramonto. Discordanti appaiono i pareri sulla collocazione cronologica, con oscillazioni fra il 1521 e il 1539. Datato da Capelli (1951) intorno al 1521; da Ballarin (1990) a poca distanza di tempo dalla "Pala di Treviso", tra 1522-1523; da Boschetto (1963) e Gabrielli (1971) intorno al 1525; da Longhi (1927) tra 1527-1533; da Venturi (1928) all'inizio degli anni trenta; da Gilbert (1955) tra 1537 - 1539.
DIPINTO: CORNICE: del XIX secolo; dorata.

Data di creazione:

1522 - 1523, sec. XVI, primo quarto; 1522 - 1523

Soggetto:

ADORAZIONE DEI PASTORI

Materia e tecnica:

OLIO SU TAVOLA

Estensione:

altezza: cm 66; larghezza: cm 141; altro: cm altezza cornice / larghezza cornice / spessore cornice

immagine

Condizioni d'uso della risorsa digitale:
Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale
Quest'opera di MetsTeca è distribuita con Licenza Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale.

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Oggetti digitali

Indirizzo: Palazzo dell'Accademia delle Scienze, Via Accademia delle Scienze, 6, Torino (TO),inv. 457 (1952)

Riferimenti

È riferito da: scheda iccd OA: 01-00217074

In: Dipinti

Identificatore: work_27984

Diritti

Detentore dei diritti: proprietà Stato

Licenza: Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale

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  • Mets



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